Immigrazione
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Brevi cenni sulla normativa fiscale
Il codice fiscale per i cittadini stranieri
Tale documento è necessario anche per i cittadini stranieri al fine di:
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iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale;
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essere assunti come lavoratori dipendenti;
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iniziare attività lavorativa autonoma;
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aprire un conto corrente bancario;
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effettuare dichiarazione dei redditi
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effettuare dichiarazione dei sostituti d'imposta;
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ottenere certificati rilasciati a contribuenti soggetti a ritenuta fiscale;
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eseguire comunicazioni allo schedario dei titoli azionari;
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produrre fatture IVA e ricevute fiscali;
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produrre bolle di accompagnamento;
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emettere dichiarazioni IVA
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registrare atti;
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eseguire successione e donazione;
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richiedere volture catastali, note di trascrizione e iscrizione nei registri immobiliari;
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richiedere volture al pubblico registro automobilistico;
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emettere bollettini e distinte di versamento dell'esattoria;
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presentare domande per autorizzazioni, concessioni, licenze, iscrizioni a Camere di Commercio e agli albi professionali, carta d'identità.
Il cittadino che ha fatto ingresso in Italia con visto per lavoro, già possiede il codice fiscale poiché gli è stato rilasciato, insieme al visto, dalle Rappresentanze diplomatico o consolari italiane all'estero. Gli stranieri che non posseggono il codice fiscale poiché titolari di permesso non legato ad attività lavorativa (esempio studio, ricongiungimento familiare etc) ed intendono richiederlo possono ottenere il rilascio del codice fiscale, presso gli Uffici periferici dell'Agenzia delle Entrate del Ministero dell'Economia e delle Finanze indipendentemente dal luogo di nascita o residenza, esibendo i seguenti documenti: 1) il permesso di soggiorno valido; 2) fotocopia del passaporto in corso di validità.
I dati così elaborati sono inviati al Ministero delle Finanze che provvede ad inviare all'indirizzo dello straniero il codice definitivo.
Nell'ipotesi in cui il calcolo fosse avvenuto sulla base di dati anagrafici errati il cittadino extracomunitario potrà utilizzarlo, ma sarà tenuto a chiedere quello definitivo entro sei mesi dalla data di emissione del certificato di attribuzione.
Duplicato del codice fiscale In caso di smarrimento o distruzione del certificato cartaceo o del tesserino plastificato, può essere richiesto il duplicato con le stesse modalità dell'attribuzione.
La nuova tessera sanitaria
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, sta completando la consegna della Tessera Sanitaria (TS) a tutti i cittadini aventi diritto all’assistenza sanitaria.
La Tessera Sanitaria contiene, oltre ai dati anagrafici e assistenziali, il codice fiscale sia in formato alfanumerico che in formato “codice a barre” (barcode) e sostituirà gradualmente il tesserino plastificato di codice fiscale.
Tale documento assume, la duplice veste di sostitutivo del tesserino di codice fiscale, da utilizzare in tutti i casi nei quali occorra esibire il codice fiscale stesso, e di strumento di accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.
La Tessera, che ha una validità di 5 anni, salvo diversa indicazione da parte della Regione/ASL di assistenza, può essere utilizzata sull’intero territorio nazionale e permette di ottenere servizi sanitari anche nei paesi dell’Unione Europea, in sostituzione del modello cartaceo E111.
In prossimità della scadenza, l’Agenzia delle Entrate provvede automaticamente ad inviare, all’indirizzo di residenza risultante nella banca dati dell’Anagrafe Tributaria al momento della spedizione, la nuova Tessera a tutti i soggetti per i quali non sia decaduto il diritto all’assistenza.
Regime Fiscale dei Redditi da lavoro e delle Pensioni erogate dall’Italia e/o un Paese Estero
In relazione al regime tributario cui devono essere assoggettati i redditi da lavoro e da trattamenti pensionistici, l'Italia ha stipulato alcune Convenzioni con gli altri Stati. Queste convenzioni si prefiggono di evitare che il reddito, derivante da pensioni o da lavoro, sia assoggettato ad imposizione sia nel paese di erogazione sia in quello di residenza dell'interessato (cd. doppia. Imposizione fiscale)
Regime Fiscale in Italia per i cittadini stranieri
Il lavoratore straniero in Italia è soggetto alla fiscalità nel nostro Paese, e si applicano le norme generalmente previste per tutti i contribuenti, ivi comprese le detrazioni d’imposta per spese mediche, interessi passivi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale, spese d’istruzione ecc. Ricordiamo di seguito solo alcuni aspetti salienti
Collaboratori familiari e assistenti alla persona
Per quanto riguarda questi lavoratori, il datore di lavoro non può effettuare le trattenute fiscali.
Ha l’obbligo, però, di rilasciare al lavoratore una dichiarazione relativa alle retribuzioni corrisposte nel corso dell’anno. Quindi, a differenza degli altri lavoratori dipendenti, oltre a dichiarare a fine anno quanto ha guadagnato il lavoratore dovrà anche pagare le relative imposte. In questo caso, quindi, dovrà compilare il modello Unico sempre ché il reddito di quell’anno sia superiorea certi limiti stabiliti dalla legge.
Le riduzioni per i familiari a carico
Il lavoratore residente in Italia, può avere una riduzione dell’imposta sui redditi se ha i
familiari a proprio carico.
Sono familiari a carico le persone che hanno redditi non superiori a euro 2.840,51 e rientrano tra queste categorie, anche se residenti all’estero:
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il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
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i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati.
In questo caso serve una certificazione rilasciata dal Comune della persona che risiede all’estero dal quale risulti lo stato di famiglia.
Il certificato deve essere tradotto in italiano e deve essere convalidato dal Consolato italiano all’estero.
Sono familiari a carico, solo se conviventi o se ricevono un assegno alimentare, anche:
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genitori;
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nonni;
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coniuge separato;
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generi, nuore e suoceri;
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fratelli e sorelle;
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figli dei figli.

