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Ingresso per lavoro subordinato

L’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato avviene nell’ambito delle quote di ingresso stabilite annualmente con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il cosiddetto decreto flussi, sulla base dei criteri indicati nel documento programmatico triennale sulle politiche dell’immigrazione.
Il decreto flussi stabilisce quote distinte di ingressi per lavoro subordinato, anche stagionale, e di ingressi per lavoro autonomo. Nell’ambito degli ingressi sono previste quote riservate ai cittadini appartenenti a Nazioni con cui l’Italia ha sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria.

Richiesta di nulla osta al lavoro subordinato
Per poter fare ingresso in Italia, il cittadino straniero, ancora residente all’estero, deve ricevere un’offerta nominativa di lavoro da parte di un datore di lavoro italiano o straniero, regolarmente soggiornante.
Il datore di lavoro, nelle date stabilite dal decreto, inoltra telematicamente, tramite il sito del Ministero dell’Interno, la richiesta nominativa di nulla osta al lavoro allo Sportello Unico per l'immigrazione competente per territorio.
Il modulo telematico contiene la richiesta di queste principali informazioni:
a) le generalità del titolare o legale rappresentante dell'impresa, la sua denominazione e sede;
b) le generalità del lavoratore straniero e del documento di viaggio;
c) l'impegno di assicurare al lavoratore straniero il trattamento retributivo e assicurativo previsto dalle leggi vigenti e dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria o quelli comunque applicabili. In caso di lavoro domestico, la retribuzione mensile non deve essere inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale;
d) autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale atta a comprovare la capacità occupazionale e di reddito del datore di lavoro;
e) l'impegno da parte del datore di lavoro a garantire un alloggio idoneo e l'impegno a pagare le spese del viaggio di ritorno del lavoratore nel Paese di provenienza;
f) l'impegno a comunicare ogni variazione del rapporto di lavoro.

Rilascio del nulla osta al lavoro subordinato e richiesta del visto di ingresso
Dopo aver verificato il possesso dei requisiti richiesti al datore di lavoro, l'esistenza di espulsioni o condanne penali a carico del lavoratore, lo Sportello Unico per l'immigrazione rilascia il nulla osta al lavoro e convoca con lettera raccomandata il datore di lavoro per il suo ritiro e la firma del contratto di lavoro. Il datore deve recarsi il giorno dell'appuntamento con:
a) marca da bollo da €16,00;
b) lettera di convocazione dello Sportello Unico;
c) copia del documento del datore di lavoro;
d) certificato di idoneità alloggiativa, se richiesto dallo Sportello Unico.
Il datore di lavoro ritira il nulla osta in originale e firma il contratto di lavoro in tre copie. Tale contratto rimane presso gli uffici dello Sportello Unico poiché dovrà essere sottoscritto dal lavoratore straniero al momento del suo ingresso in Italia. Il datore di lavoro deve inviare il nulla osta al lavoro in originale al cittadino straniero, documento necessario per la richiesta del visto di ingresso per lavoro. Il cittadino straniero, viene convocato con comunicazione ufficiale presso la Rappresentanza diplomatica o consolare italiana, presenta la richiesta di rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato allegando il nulla osta al lavoro rilasciato dallo Sportello Unico e copia del passaporto in corso di validità.

Ingresso in Italia del lavoratore straniero
Il nulla osta al lavoro subordinato ha una validità di sei mesi dal suo rilascio. A seguito del rilascio del visto d’ingresso per lavoro subordinato, il lavoratore straniero può fare ingresso in Italia ed entro otto giorni recarsi allo Sportello Unico competente, per firmare il contratto di soggiorno e portare la documentazione riguardante l'idoneità dell'alloggio (qualora richiesta) e il passaporto munito di visto. Lo Sportello Unico consegna al lavoratore i moduli già compilati per la richiesta del permesso di soggiorno, che dovrà inviare tramite gli uffici postali abilitati.

Il Patronato ITAL in virtù del Protocollo sottoscritto con il Ministero dell’Interno è abilitato ad assistere e inoltrare per conto del datore di lavoro le domande del Decreto Flussi.

 

 

 

 

(Aprile 2016)