Sanitą e malattia
Indennizzo per danni da vaccinazioni e trasfusioni
► Soggetti affetti da sindrome da talidomide


La legge n. 244/07 (finanziaria 2008) ha previsto l’erogazione dell’”ulteriore indennizzo” di cui alla legge 229/05, anche ai soggetti affetti da sindrome da talidomide, determinata dalla somministrazione dell'omonimo farmaco, nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della macromelia, nati negli anni dal 1959 al 1965, come ulteriormente chiarito con legge 14/09.

E’ stato approvato con decreto ministeriale n. 163/09 (Gazzetta Ufficiale n.265 del 13/11/2009), il regolamento di esecuzione che disciplina il procedimento per il riconoscimento e la corresponsione dell'indennizzo previsto per i soggetti affetti da tale sindrome.
Il decreto, entrato in vigore dal 28.11.09, definisce la procedura e i termini per la presentazione delle domande e la relativa istruttoria, nonché le modalità di corresponsione del predetto indennizzo.
L'indennizzo per i “talidomidici”, consiste in un assegno mensile vitalizio, di importo variabile secondo quanto previsto dal decreto, è  corrisposto dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, mensilmente e posticipatamente, ed è rivalutato annualmente in base alla variazione degli indici ISTAT. Decorre dalla data di entrata in vigore della legge n. 244/07 (1/1/08).
Le domande per ottenere l’indennizzo si presentano alla “Direzione generale” del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, entro il termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Sempre Il ministero del Lavoro, delle Salute e delle Politiche Sociali ha emanato la circolare n.31/09 che contiene le “Linee guida” per l'istruttoria delle domande di indennizzo dei soggetti affetti da sindrome da Talidomide.
La circolare indica la documentazione necessaria da allegare alle domanda (cartelle cliniche, accertamenti diagnostici, certificazioni), e stabilisce i criteri cui le commissioni medico-ospedaliere devono attenersi nella valutazione dell’ accertamento della patologia, verificando il nesso di causalità tra la somministrazione del farmaco talidomide in gravidanza e l'insorgenza della patologia (o la morte).
La vicenda dei “figli della talidomide”, risale agli anni sessanta quando molti bambini nacquero con gravi malformazioni a causa del farmaco, a base di talidomide, assunto dalle madri per lenire i sintomi della gravidanza. Solo dopo si scoprì che questo farmaco aveva provocato un’azione estremamente dannosa nei neonati.
Tutte le forme indotte dalla somministrazione del farmaco talidomide (amelia, emimelia, focomelia e macromelia) sono inserite tra le patologie croniche e invalidanti, con il diritto quindi all'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

 

I nostri uffici di patronato Ital-Uil, sono a disposizione dei soggetti interessati per fornire tutte le informazioni necessarie, offrendo assistenza e tutela gratuite per la presentazione delle domande.