UIM UIL UIL SERVIZI

AREA RISERVATA


Hai dimenticato la password?
Lettera Ital
LIM
VIA P.A.L.
ANF
UILWEBTV
NumeroVerde

Il congedo parentale

 

Ultimato il periodo di congedo di maternità o di paternità nei casi previsti, i genitori possono fruire del congedo parentale (ex astensione facoltativa) che generalmente è di sei mesi entro i tre anni di vita del bambino e può essere prolungato fino al compimento degli otto anni di età, per un periodo complessivo non superiore a 10/11 mesi tra i due genitori, in modo continuativo o frazionato.
L’elevazione del periodo complessivo a 11 mesi è concessa se il padre si astiene per un periodo non inferiore a 3 mesi, periodo che può essere anche frazionato.
Il diritto di astenersi dal lavoro per i congedi parentali, ed il relativo trattamento economico spetta anche se l’altro genitore non ne ha diritto.
Nel caso vi sia un solo genitore,nei casi previsti, questo avrà diritto ad un periodo continuativo o frazionato fino a 10 mesi.     
Il congedo parentale spetta per ogni figlio, e quindi tale disposizione trova applicazione in caso di parto plurimo. “Ciascun genitore” avrà quindi diritto ad accudire “ogni bambino” nel limite previsto dalla norma. Per il parto plurimo non è previsto, invece, il diritto ad ulteriori periodi di congedo di maternità.
 
I genitori hanno diritto ad una indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, per un periodo massimo complessivo di 6 mesi entro i 3 anni di vita del bambino. Per gli anni successivi e per i periodi ancora non fruiti l’indennità spetta a condizione che il reddito annuo del richiedente sia inferiore a due volte e mezzo l’importo del trattamento minimo di pensione in vigore per quell’anno.
 
Nota Bene. I periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità.
 
 
Novità riguardo l'utilizzo dei voucher per le madri lavoratrici. Con decreto interministeriale (G.U. n. 287 del 11/12/2014) sono stati definiti nuovi criteri e modalità di accesso per l'assegnazione del contributo utilizzabile "alternativamente" per l'acquisto di servizi di baby sitting o per la fruizione dei servizi per l'infanzia, come previsto dalla legge n. 92/12.
Il bonus è stato innalzato da 300 a 600 euro mensili, ed esteso alle madri lavoratrici dipendenti di pubbliche Amministrazioni.
Pertanto le lavoratrici dipendenti pubbliche e private hanno la possibilità, al termine del periodo di astensione obbligatoria e negli 11 mesi successivi, per un periodo massimo di sei mesi, di ottenere l'assegnazione di tale contributo da utilizzare in sostituzione del periodo di congedo parentale, secondo quanto richiesto ed anche qualora abbiano già fruito in parte del congedo parentale.
Le lavoratrici part-time potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa e le lavoratrici iscritte alla gestione separata sino ad un massimo di tre mesi.
Per gli anni di sperimentazione 2014-2015 le domande sono presentate all'Inps entro il 31 dicembre di ciascun anno esclusivamente attraverso i canali telematici oppure tramite Patronato, come precisa l'Istituto nella circolare n. 169/2014, indicando, al momento della domanda, a quale delle due opzioni si intende accedere e per quante mensilità, previa dichiarazione di aver presentato una certificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) valida.
L'Inps, con circolare n. 171/2014 e messaggio n. 28/2015 fornisce le prime indicazioni operative per l'applicazione della nuova normativa relativa all'ISEE in vigore a partire dal 1° gennaio 2015.
La domanda di ammissione al beneficio per l'anno 2015 potrà essere presentata dalla madre a partire dal 1° gennaio 2015 e fino a termine del 31 dicembre 2015.
Il contributo viene concesso anche per più figli, purchè siano rispettati i limiti temporali indicati nel decreto ministeriale.
La fruizione del beneficio comporta una corrispondente riduzione del periodo di congedo parentale.
Come indicato nel decreto interministeriale il beneficio viene erogato nel limite di spesa previsto, secondo l'ordine di presentazione delle domande.
Inoltre tenuto conto dell'andamento delle domande e delle disponibilità residue, il Ministero del Lavoro, con successivo decreto, potrà indicare un valore massimo dell'indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza (ISEE) dell'anno di riferimento per accedere al beneficio, ovvero, anche in via concomitante, potrà rideterminare la misura del beneficio.
Al raggiungimento del limite di spesa l'Inps non prenderà in considerazione ulteriori domande.
 
 
Le lavoratrici possono rivolgersi agli uffici di patronato ITAL UIL per chiarimenti, tutela e assistenza gratuiti.
 
Congedo parentale a ore.
La legge di Stabilità 2013 n. 228/2012 demanda alla contrattazione collettiva, anche di secondo livello (parere ministeriale n. 25/2013), il compito di stabilire le modalità di fruizione del congedo parentale anche su base oraria.