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Quali sono le tipologie

I fondi pensione si distinguono in:
 
Fondi chiusi o negoziali: sono quelli originati dai contratti collettivi nazionali, da accordi o regolamenti, anche aziendali, che costituiscono la loro “fonte istitutiva”. Gli accordi prevedono la realizzazione di una forma di previdenza complementare per tutti i lavoratori appartenenti ad un determinato settore o categoria contrattuale, ad una data impresa o gruppo di imprese o ad un determinato territorio e, nel contempo, istituiscono un fondo pensione di natura contrattuale destinato ad accogliere le libere adesioni dei lavoratori a cui l’accordo stesso si riferisce. Si avranno quindi fondi negoziali di categoria, aziendali o anche territoriali.
Il fondo pensione negoziale è un soggetto giuridico autonomo dotato di organi propri: l’assemblea, gli organi di amministrazione e controllo, il responsabile del fondo. Gli organi di amministrazione e controllo sono costituiti per metà dai rappresentanti dei lavoratori iscritti e per l’altra metà dai rappresentanti dei datori di lavoro. Per lo svolgimento di alcune attività, il fondo pensione negoziale si avvale di soggetti specializzati ed esterni alla sua struttura. Così, ad esempio, la gestione delle risorse finanziarie è affidata a soggetti specializzati (banche, compagnie di assicurazione, società di gestione del risparmio); le risorse del fondo sono depositate presso la banca depositaria; le pensioni sono generalmente pagate da una compagnia di assicurazione. L'attività dei fondi negoziali è regolata da una Commissione di Vigilanza, la Covip, che approva lo statuto del fondo, cioè il documento in cui sono elencate le caratteristiche e le regole di funzionamento.
Dal punto di vista economico i fondi negoziali sono improntati a criteri di massima trasparenza, controllo effettivo e prudenza nella gestione delle risorse. Va peraltro sottolineato che, data la loro natura giuridica di associazioni senza scopo di lucro, il fine dei fondi negoziali non è il profitto e pertanto tutti i guadagni che vengono realizzati sono ripartiti tra i soci e cioè tra i lavoratori che vi hanno aderito. Inoltre far parte di una associazione permette di realizzare una forma di solidarietà sociale: la collettività si fa carico degli interessi dei singoli associati e si confronta con soggetti terzi (banche, gestori finanziari, assicurazioni), ottenendo in tal modo condizioni che un singolo soggetto difficilmente riuscirebbe ad ottenere. Inoltre i costi di gestione tendono a ridursi potendo beneficiare delle economie di scala che possono prodursi in virtù della omogeneità degli iscritti e dell’elevato numero degli aderenti.
 
Fondi aperti nascono da autonome decisioni di intermediari finanziari e/o assicurativi e danno luogo a patrimoni separati e distinti, ma interni a quelli dei soggetti che li costituiscono. Non esiste alcuna partecipazione alla gestione né da parte dei rappresentanti dei lavoratori iscritti nè dei relativi datori di lavoro dal momento che la gestione stessa è riservata al Consiglio di amministrazione della società che istituisce il fondo aperto. Essendo le banche, le assicurazioni o le società di gestione del risparmio i promotori di tali forme pensionistiche, possono prodursi costi maggiori derivanti dalla necessità di remunerare un sistema distributivo dei prodotti offerti (rete di sportelli, promotori finanziari, agenti assicurativi, pubblicizzazione, ecc.). I fondi pensione aperti sono caratterizzati dal non avere un ambito definito ossia dal non essere rivolti specificatamente a una platea di soggetti individuati.
L’adesione al fondo aperto può avvenire in forma individuale o anche in forma collettiva, a seguito di accordi collettivi anche aziendali.
 
Forme pensionistiche individuali
Sono attuate mediante contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziali stipulati con imprese di assicurazione. L’adesione avviene solo su base rigorosamente individuale. Costituiscono patrimonio autonomo e separato dalla restante attività delle compagnie di assicurazione. La gestione finanziaria viene svolta dalla stessa società che li ha istituiti senza alcuna partecipazione dei rappresentanti degli iscritti.
 
Fondi pensione preesistenti.
Si tratta di forme pensionistiche che già operavano al momento della entrata in vigore della prima normativa sui fondi pensione. Per questo motivo presentano forme molto eterogenee, essendosi in origine sviluppati in assenza di una organica disciplina loro applicabile e pertanto registrano una notevole autonomia e un diversificato regime sotto il profilo delle regole loro applicabili.
L’adesione dei lavoratori avviene su base collettiva e l’ambito dei destinatari è individuato dagli accordi aziendali o interaziendali.