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ASSEMBLEA GENERALE ITAL UIL. BONIFAZI, “QUELLO PASSATO È STATO IL DECENNIO DELLA RESPONSABILITÀ”
Roma, 26 febbraio 2010 - A metà tra rappresentazione e realtà. I giovani della Compagnia di teatro di Beresheet Lashalom hanno aperto i lavori dell’Assemblea generale dell’Ital-Uil in corso a Roma all’hotel Aran Mantenga. Uno spettacolo di teatro e danza che ha visto protagonisti ragazzi ebrei ed arabi della Galilea e che ha coinvolto emotivamente e non solo l’affollata platea. Immagini, significati e gesti sulla diversità che hanno dato alla giornata odierna un significato in più, dato anche il tema dell’assise il “Valore della responsabilità”, appunto.
I lavori sono stati aperti da Giampiero Bonifazi, presidente dell’Ital-Uil che ha parlato di riforma come “utopia irraggiungibile”. Dalla legge 152 del 2001 sono passati infatti nove anni, “il primo decennio degli anni duemila è stato da alcuni definito il decennio dell’incertezza, della paura, delle occasioni mancate, l’Ital lo vuole ricordare come il decennio della responsabilità”- ha precisato Bonifazi. L’attività quotidiana del patronato, con gli immigrati, con i connazionali residenti all’estero, con i cittadini, lavoratori, pensionati, giovani “tutto ciò - ha spiegato Bonifazi – è senso di responsabilità che vuol dire essere obbligati a rispondere delle proprie azioni e darne ragione ai cittadini. È il senso dei propri doveri e dei possibili effetti delle proprie azioni sul bene comune della società”.
L’assemblea dell’Ital è stata inoltre l’occasione per presentare il 6° Bilancio sociale del Patronato della Uil, sempre nell’ottica del “mettere nero su bianco gli impegni” e con la responsabilità “correggere in corso d’opera”. Un risultato positivo quello dell’Ital ottenuto grazie alla professionalità, puntualità, trasparenza. Nella sua introduzione Bonifazi ha riconosciuto infatti ai “responsabili ed operatori il merito dei risultati positivi”. Una ricerca della Filed Service Italia ha rilevato che gli assistiti hanno promosso “a pieni voti” gli operatori, per professionalità, cortesia, disponibilità ed efficienza. Un Patronato pronto ad affrontare, quindi, le sfide del futuro.
INFORM - N. 40 - 26 febbraio 2010
A Roma il lavori dell’Assemblea generale Ital Uil: si è parlato di sussidiarietà, di responsabilità e delle nuove frontiere operative del patronato. Bonifazi: “L’Ital è un ambasciatore dell’integrazione dei residenti all’estero e degli immigrati in Italia”
ROMA - I giovani della Compagnia di teatro di Beresheet Lashalom, un esempio di costruttiva e pacifica convivenza fra ragazzi ebrei ed arabi, hanno aperto i lavori dell’Assemblea generale dell’Ital-Uil che si è svolta a Roma presso l’Hotel Aran Mantenga. Durante l’incontro, dal titolo “ Il valore della responsabilità” è stato presentato il 6° Bilancio sociale del Patronato della Uil. Da segnalare in questo ambito una ricerca della Filed Service Italia in cui gli assistiti dell’Ital hanno promosso gli operatori del patronato per professionalità, cortesia, disponibilità ed efficienza. Nella relazione introduttiva il presidente dell’Ital Uil Giampiero Bonifazi ha ricordato il lungo cammino compiuto dalla legge 152/ 2001 di riforma dei patronati. Un iter applicativo durato dieci anni in cui l’Ital ha dimostrato il suo senso di responsabilità nei confronti dei connazionali in Italia ed all’estero e degli immigrati. Bonifazi, dopo aver posto in evidenza l’importanza dell’informatica per il lavoro degli operatori del patronato, ha precisato come ormai l’Ital sia “pronta a mettere in atto l’articolo 10 della riforma che consente ai patronati di stipulare convenzioni con le Pubbliche Amministrazioni su di una serie di attività sociali”. Una sussidiarietà a 360 gradi che, secondo Bonifazi, da concretezza al valore della responsabilità dell’Ital. Un senso etico che il patronato della Uil, ha portato avanti anche negli anni più bui della lotta al terrorismo “ per non far si – spiega il presidente dell’Ital Uil - che l’emergenza, lo stupore e l’emozione non soverchi la costruzione continua, silenziosa e razionale dell’integrazione. Il patronato Ital – continua Bonifazi - ha pieno diritto può dire di essere da più di mezzo secolo un ambasciatore dell’integrazione dei residenti all’estero, ed in epoca più recente per gli immigrati stranieri in Italia”. A seguire il commissario dell’Ente previdenziale del Gruppo Poste Italiane (Ipost), Rino Tarelli ha sottolineato come a tutt’oggi, grazie alle crescenti aspettative di vita, il periodo del pensionamento si sia ulteriormente allungato. Una fascia di utenza in continuo aumento che l’Ipost sta cercando di fronteggiare attraverso la fornitura di servizi on line e via telefonino che abbreviano i temi di attesa per le pratiche. Tarelli ha inoltre segnalato la realizzazione di una specifica banca dati sulla situazione previdenziale degli utenti che presto potrà essere consultabile. Il direttore generale dell’Inps Mauro Nori, dopo aver ricordato il senso di responsabilità con cui i patronati portano avanti il loro lavoro, ha posto in evidenza come nel corso degli ultimi 15 anni il modello previdenziale italiano, tradizionalmente basato sul modulo assicurativo, sia profondamente cambiato trasformandosi in un nuovo “welfare di prossimità” al servizio dei lavoratori, dei disoccupati che vanno formati e delle famiglie. Nori si è poi soffermato sull’uso delle nuove tecnologie che ha consentito di snellire le procedure, di ridurre il personale a disposizione dell’Inps e di facilitare il lavoro dei patronati. Strutture, quest’ultime, che nel prossimo futuro vedranno aumentare le loro interconnessioni nell’ambito di una rete integrata formata dall’amministrazione, dal cittadino e dal territorio. Dal canto suo il segretario di Assofondipensioni Flavio Cassetti ha spiegato come il settore dei fondi pensione stia rallentando e coinvolga soprattutto, lasciando fuori i settori più esposti della popolazione come i giovani, le donne e i lavoratori del Sud, gli stipendiati pubblici. Una mancanza di attenzione che, secondo Cassetti, potrebbe essere superata attraverso un’adeguata campagna informativa sulle opportunità offerte dalla previdenza complementare. Dopo l’intervento del direttore generale dell’Enpals Massimo Antichi che ha ricordato il prezioso servizio informativo fornito dai patronati ai lavoratori del mondo dello spettacolo ed ha messo in guardia gli operatori del settore sui profondi cambiamenti non solo tecnologici che caratterizzeranno il mondo della previdenza, il presidente del Civ Inail Franco Lotito ha sottolineato come sul terreno della prevenzione possa nascere fra l’Inail, un soggetto pubblico che vuole garantire il diritto all’integrità della salute del lavoratore, e i patronati un intenso rapporto. Secondo Lo Tito sarebbe infatti opportuno formare alla prevenzione i responsabili dei lavoratori per la sicurezza sul luogo di lavoro. Un compito, lo sviluppo di piani formativi in questo ambito, che potrebbe essere svolto dai sindacati e con i patronati. La necessità di dare nuovo slancio all’immagine e agli standard di efficienza della Pubblica Amministrazione è stata posta in evidenza dal presidente dell’Inpdap Paolo Crescimbeni che ha inoltre precisato come i patronati, che fungono da cinghia di trasmissione fra gli enti e i cittadini, possano dare in questo ambito un valido contributo. Crescimbeni ha anche segnalato la prossima apertura al pubblico della vasta banca dati dell’ente previdenziale. Un archivio che entro la fine dell’anno sarà completamente aggiornato e che già oggi è fruibile dai patronati. Ha poi preso la parola il direttore generale dell’Inail Marco Fabio Sartori che ha ricordato come a tutt’oggi l’ente assicurativo, nonostante i drastici tagli al personale imposti dell’esecutivo, riesca a far fronte alle esigenze di circa 22 milioni di utenti. Una situazione difficile, se verranno confermate le decurtazioni dei fondi forse dovranno chiudere le sedi territoriali dell’ente, in cui, secondo Sartori, la sinergia fra patronati e Inal è destinata a divenire sempre più salda ed incisiva. Una collaborazione fra pubblico e privato che consentirà di mantenere gli alti standard dei servizi forniti dall’ente. Sartori, dopo aver auspicato una riflessione sulla gestione degli istituti previdenziali che coinvolga anche i sindacati, ha segnalato il positivo trend al ribasso dei primi dati, che verranno presentati dall’Inail a fine giugno, sugli infortuni del lavoro in Italia. Anna La Rocca, dirigente della V divisione della direzione generale per le Politiche Previdenziali del ministero del Lavoro, ha ricordato come il biennio 2008 e 2009 sia stato ricco di novità normative per i patronati. Enti molto attivi che all’estero si devono attrezzare per far fronte alle diverse esigenze della nuova emigrazione fatta di ricercatori e studenti. La Rocca si è anche soffermata sulla necessità di far conoscere all’opinione pubblica la positiva attività svolta dai patronati, di cui ormai non si può più fare a meno, e di portare avanti il processo di informatizzazione che è già stato avviato. Il segretario organizzativo della Uil Carmelo Barbagallo ha infine sottolineato come l’Ital Uil , anche in questi anni di crisi economica, abbia continuato ad accrescere la sua presenza in Italia e all’estero. Barbagallo ha poi ricordato i tanti lavoratori in nero vittime di incidenti sul lavoro e il dramma dei suicidi dei disoccupati e di chi è costretto a licenziare. “Noi dobbiamo dare - ha concluso Barbagallo rivolgendosi direttamente alla platea degli operatori - risposte sempre più dirette e concrete agli anziani, ai giovani ed ai lavoratori”.
A ROMA L’ASSEMBLEA GENERALE ITAL-UIL/ IL PRESIDENTE BONIFAZI: UN PROCESSO RIFORMATORE DEI PATRONATI CHE SIGNIFICA "RESPONSABILITÀ"
ROMA\ aise\ - "Il Patronato Ital a pieno diritto può dire di essere da più di mezzo secolo un "ambasciatore" dell’integrazione dei residenti all’estero, ed in epoca più recente anche per gli immigrati in Italia. Il primo decennio del millennio è stato da alcuni definito il decennio dell’incertezza, della paura, delle occasioni mancate, l’Ital lo vuole invece ricordare come il decennio della responsabilità". Lo ha dichiarato oggi il presidente Ital-Uil, Giampiero Bonifazi, nella relazione introduttiva all’Assemblea Generale Ital-Uil svoltasi oggi all’Hotel Aran Mantegna, a Roma.
L’intervento di Bonifazi è stato preceduto da una coinvolgente esibizione della compagnia di teatro e danza di "Beresheet Lashalom", composta da ragazzi ebrei e arabi della Galilea, che con i loro movimenti hanno lanciato alla platea un messaggio di integrazione e di speranza, sottolineando quanto la diversità sia fonte di ricchezza e non di conflitto.
Nella relazione introduttiva, il presidente Ital-Uil ha in particolare parlato del grande "processo riformatore dei Patronati" che ha preso il via con l’approvazione della legge 152 del 2001, una legge che ha aggiornato la disciplina degli istituti di patronato e di assistenza sociale riconoscendoli come "persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità". A questa importante modifica va aggiunta quella introdotta il 28 gennaio scorso dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che regolamenta l’art. 10 della legge 152 consentendo al Patronato di stringere accordi e convenzioni con le amministrazioni regionali. Un articolo che "può segnare il punto di avvio di una nuova stagione", ha detto Bonifazi, "e che ancor più obbliga a non dare per acquisito questo processo riformatore dei Patronati ma ad attuare la riforma per far sì che non sia una formula cristallizzata ma un divenire innovativo". Mantenere alto lo spirito riformatore significa "responsabilità": questo, dunque, il messaggio lanciato all’assemblea dal presidente Ital-Uil.
"Manca ancora la regolamentazione dell’art. 11 circa le attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero", ha continuato Bonifazi precisando che sarebbe un supporto ad attività e servizi "non di esclusiva competenza di queste autorità. Ci vorrebbe", ha aggiunto, "una convenzione tra i Patronati e il Ministero degli Affari Esteri che giace da 4 anni, cioè da quando avevamo dato l’assenso al testo elaborato". Anche questo testo, per Bonifazi, è un ulteriore "atto di responsabilità" del patronato dato che "aiuta la nostra pubblica amministrazione a costo zero e aiuta a regolare un’attività che più di qualche volta viene svolta selvaggiamente da faccendieri o da agenzie di servizio non sempre lecitamente".
L’assemblea dell’Ital è stata inoltre l’occasione per presentare il 6° bilancio sociale del Patronato della Uil, sempre nell’ottica del "mettere nero su bianco gli impegni" e con la responsabilità "correggere in corso d’opera". Un risultato "positivo" quello dell’Ital ottenuto grazie alla professionalità, puntualità e alla trasparenza. Nella sua introduzione Bonifazi ha infatti riconosciuto ai "responsabili ed operatori il merito dei risultati positivi". Una ricerca della Filed Service Italia ha rilevato che gli assistiti hanno promosso "a pieni voti" gli operatori, per professionalità, cortesia, disponibilità ed efficienza. Un Patronato pronto ad affrontare, quindi, le "sfide del futuro".
L’intervento di Bonifazi è stato preceduto da una coinvolgente esibizione della compagnia di teatro e danza di "Beresheet Lashalom", composta da ragazzi ebrei e arabi della Galilea, che con i loro movimenti hanno lanciato alla platea un messaggio di integrazione e di speranza, sottolineando quanto la diversità sia fonte di ricchezza e non di conflitto.
Nella relazione introduttiva, il presidente Ital-Uil ha in particolare parlato del grande "processo riformatore dei Patronati" che ha preso il via con l’approvazione della legge 152 del 2001, una legge che ha aggiornato la disciplina degli istituti di patronato e di assistenza sociale riconoscendoli come "persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità". A questa importante modifica va aggiunta quella introdotta il 28 gennaio scorso dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che regolamenta l’art. 10 della legge 152 consentendo al Patronato di stringere accordi e convenzioni con le amministrazioni regionali. Un articolo che "può segnare il punto di avvio di una nuova stagione", ha detto Bonifazi, "e che ancor più obbliga a non dare per acquisito questo processo riformatore dei Patronati ma ad attuare la riforma per far sì che non sia una formula cristallizzata ma un divenire innovativo". Mantenere alto lo spirito riformatore significa "responsabilità": questo, dunque, il messaggio lanciato all’assemblea dal presidente Ital-Uil.
"Manca ancora la regolamentazione dell’art. 11 circa le attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero", ha continuato Bonifazi precisando che sarebbe un supporto ad attività e servizi "non di esclusiva competenza di queste autorità. Ci vorrebbe", ha aggiunto, "una convenzione tra i Patronati e il Ministero degli Affari Esteri che giace da 4 anni, cioè da quando avevamo dato l’assenso al testo elaborato". Anche questo testo, per Bonifazi, è un ulteriore "atto di responsabilità" del patronato dato che "aiuta la nostra pubblica amministrazione a costo zero e aiuta a regolare un’attività che più di qualche volta viene svolta selvaggiamente da faccendieri o da agenzie di servizio non sempre lecitamente".
L’assemblea dell’Ital è stata inoltre l’occasione per presentare il 6° bilancio sociale del Patronato della Uil, sempre nell’ottica del "mettere nero su bianco gli impegni" e con la responsabilità "correggere in corso d’opera". Un risultato "positivo" quello dell’Ital ottenuto grazie alla professionalità, puntualità e alla trasparenza. Nella sua introduzione Bonifazi ha infatti riconosciuto ai "responsabili ed operatori il merito dei risultati positivi". Una ricerca della Filed Service Italia ha rilevato che gli assistiti hanno promosso "a pieni voti" gli operatori, per professionalità, cortesia, disponibilità ed efficienza. Un Patronato pronto ad affrontare, quindi, le "sfide del futuro".
IL MODELLO PENSIONISTICO ITALIANO NELL’INTERVENTO DEL DIRETTORE NORI (INPS) ALL’ASSEMBLEA DELL’ITAL-UIL
ROMA\ aise\ - L’Italia è Paese che dopo 100 anni di modello pensionistico di tipo "bismarckiano", basato sul principio di carattere assicurativo e quindi sul carattere "totalizzante" della pensione , circa dieci anni fa, con le crisi economiche politiche dell’inizio anni ’90, ha iniziato a spostarsi in un’ottica di sistema di welfare, più vicino al modello anglosassone, dunque, il quale prevede che alla pensione ci pensa il lavoratore mentre lo stato interviene solamente sui servizi essenziali, quello che noi in Italia chiamiamo più semplicemente "assistenza". È questo uno dei concetti illustrati dal direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, intervenuto stamattina all’assemblea generale Ital-Uil nell’Hotel Aran Mantegna, a Roma.
"Grazie alla vostra collaborazione", ha detto Nori riferendosi all’assemblea dell’Ital-Uil, "in questi 100 anni siamo riusciti a garantire le prestazioni assistenziali". Un percorso "non semplice" che ora si dovrà concentrare sempre più nelle nuove sfide: "una serie di servizi al lavoratore, alla famiglia e soprattutto al rapporto ormai crescente che hanno i servitori nell’ambito della gestione di un welfare di prossimità".
"Grazie alla vostra collaborazione", ha detto Nori riferendosi all’assemblea dell’Ital-Uil, "in questi 100 anni siamo riusciti a garantire le prestazioni assistenziali". Un percorso "non semplice" che ora si dovrà concentrare sempre più nelle nuove sfide: "una serie di servizi al lavoratore, alla famiglia e soprattutto al rapporto ormai crescente che hanno i servitori nell’ambito della gestione di un welfare di prossimità".

