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Intervista | Formazione e informazione: strumenti per aumentare la qualitą dei servizi

Marzo 2019



INTERVISTA | da Italinforma n. 3 - marzo 2019

 

 

 

 


 

 


FORMAZIONE E INFORMAZIONE: STRUMENTI PER AUMENTARE LA QUALITÀ DEI SERVIZI

Intervista al Direttore generale Ital Maria Candida Imburgia

 

La formazione è sempre al centro dell’attività dell’Ital. In particolare, proseguono gli incontri interregionali organizzati in merito al monitoraggio del Progetto Form@ e alla formazione funzionale allo sviluppo del Progetto stesso. Dopo l’appuntamento riservato alle regioni del Centro, il Direttore generale dell’Ital, Maria Candida Imburgia, ha partecipato, nel mese di marzo, a Napoli, alla riunione con gli operatori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia. Come è noto, il Progetto è direttamente collegato all’attività svolta in Italia con le domande di ricongiungimento familiare a favore dei cittadini migranti. Ne parliamo con il Direttore generale, Maria Candida Imburgia.

 

Come procede il Progetto Form@?
Il nostro è un impegno importante, che non esiterei a definire “civile”, sia sul fronte della formazione sia su quello della tutela dei diritti. E per realizzare al meglio il lavoro di assistenza, che statutariamente deve svolgere un Patronato, abbiamo anche il dovere di analizzare i problemi che si sono presentati per l’attuazione del Progetto e cercare le soluzioni più efficaci. Tanto più che è nostra intenzione partecipare anche al nuovo bando appena emanato e dare così continuità alla nostra attività. Queste giornate formative sono una preziosa occasione per ascoltare le esperienze degli operatori, le loro proposte e le analisi critiche. Il confronto con il territorio, infatti, e il dialogo sono fattori essenziali per svolgere sempre più efficacemente il ruolo di tutela e assistenza e per confermare gli eccezionali risultati conseguiti dal nostro Istituto.

 

La formazione Ital va avanti anche al di fuori dei confini nazionali…
Il percorso per la formazione degli operatori all’estero è voluto e organizzato dall’Ital nazionale come fattore strategico dell’attività e dello stesso bilancio sociale del Patronato della Uil.

 

Quali sono le ragioni di un impegno così forte?
Noi siamo consapevoli delle responsabilità che abbiamo nei confronti delle persone che si rivolgono ai nostri uffici: dobbiamo ripagare la loro fiducia con l’efficienza del nostro impegno. Ebbene, la qualità dei servizi, offerti sempre a titolo completamente gratuito, dipende dalla disponibilità e professionalità degli operatori, ma anche dalla solidità ed efficacia della loro formazione. Ecco perché l’Ital proseguirà in questo percorso, sempre, con convinzione e determinazione.

 

Di recente hai partecipato ad alcune iniziative in Francia. La nostra presenza in quel territorio è storica. Com’è, oggi, la situazione?
La rete Ital sul territorio francese, dove siamo ormai presenti da oltre 60 anni, è fortemente radicata, diffusa e capillare. I servizi offerti ai nostri concittadini che lì vivono o lavorano da anni, ma anche ai cosiddetti nuovi migranti, sono in grado di garantire una tutela e un’assistenza completa. Si va dalle verifiche contributive alla consulenza in materia di lavoro e sanitaria, dall’ausilio nell’affrontare le varie questioni burocratiche all’assistenza per le problematiche dei lavoratori frontalieri. È proprio la necessità di dare risposte così articolate e complesse a confermare, semmai ce ne fosse bisogno, quanto sia necessario e importante attuare, ovunque, i programmi di formazione.

 

 

Chiudiamo con una digressione dal tema principale del nostro discorso. Che, ormai da qualche anno a questa parte, il tema della formazione sia essenziale per l’Ital, è cosa più che nota. Possiamo dire, però, che oltre alla formazione, anche l’informazione sta diventando strategica per il nostro Patronato?
Viviamo immersi nell’era della comunicazione ed è ormai impossibile, anzi impensabile, che la stessa attività del Patronato possa svolgersi a prescindere da questo contesto. Una struttura comunicativa efficiente può consentire di ottimizzare e di amplificare o, quantomeno, di socializzare e di diffondere i risultati della propria azione. È essenziale che le persone conoscano i propri diritti e che siano informate su come rivendicarli e conseguirli: è un principio che ha le sue basi nella Costituzione italiana. La libertà di manifestazione del pensiero, infatti, non è solo un diritto a informare, ma soprattutto un diritto a essere informati. L’attività del Patronato, dunque, Istituto che affonda, anch’esso, le sue radici e la sua ragion d’essere nella nostra Carta fondamentale, deve essere propagandata per perseguire l’obiettivo sociale della tutela e dell’assistenza ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani, agli immigrati in Italia e ai nostri emigrati all’estero.