IV° Congresso UIM: intervento del Presidente Giampiero Bonifazi e documento finale approvato dai delegati

26/02/2010
 
Progetti del tutto innovativi e alcuni interrogativi. Questi i due punti cruciali dell’intervento di Giampiero Bonifazi, presidente della UIM, a conclusione della due giorni che ha radunato a Roma tutte le rappresentanze nel mondo ed in Italia dell’associazione.
Non è usuale vedere tante identità raccolte in una stessa stanza, tante culture, tante idee. Una missione non facile ma stimolante. La UIM è oramai una realtà consolidata ed apprezzata non solo dagli addetti ai lavori. In questo congresso sono arrivati riconoscimenti anche dall’esterno è questo vuol dire – ha ribadito con forza il Presidente – che ha lavorato bene e i risultati non sono mancati. Bisogna registrare, infatti che ai già numerosi Paesi in cui l’associazione è presente (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Ecuador, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Messico, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Uruguay, Venezuela) si sono aggiunte altre sedi: Bolivia, Israele, Olanda, Paraguay, Perù e Repubblica Ceca, senza dimenticare che abbiamo portato due nostri rappresentanti in Parlamento, ben oltre le aspettative”. Il presidente Bonifazi nella sua relazione ha anche fornito indicazioni per l’attività futura, sui Comites, sulla riforma del Cgie e sul voto degli italiani all’estero. “E’ il momento di essere più moderni non tralasciando quanto già di positivo fatto nel passato. La modernità vera è quella di coniugare il vecchio e il nuovo, mantenendo la partecipazione delle generazioni passate e nel contempo coinvolgere sempre più quelle future, a partire proprio dal nostro sito Internet”. Il tutto – ha concluso Bonifazi - nell’ottica di un rilancio culturale, sociale che serva ad un ulteriore sviluppo ed alla crescita della UIM per continuare a lavorare con la gente, per la gente e tra la gente”.
Il documento finale approvato dai delegati
 
Dopo due giorni di lavori, si è chiuso il IV Congresso della UIM svolto a Roma presso l’Hotel Aran Mantegna. Ultimo atto dei delegati l’approvazione di un documento finale in cui si chiede al Governo di ristabilire risorse per gli italiani all’estero, provvedere alle elezioni dei Comites entro l’anno, modificare la legge sul Cgie prima del suo rinnovo, garantire le funzionalità dei consolati.
Alla UIM nazionale, invece, i delegati al congresso hanno chiesto di "definire e diffondere presso le sedi nazionali ed estere gli strumenti e le strategie utili a contrastare le sopramenzionate politiche avverse al riconoscimento ed alla valorizzazione delle comunità italiane all’estero".
Di seguito il testo integrale del documento.
"Sentita la relazione del Segretario Generale Alberto SERA e gli interventi che si sono succeduti nel corso dei lavori congressuali, l’Assemblea prende atto con soddisfazione della crescita della UIM in tutto il mondo e dell’apprezzamento che unanimemente le viene riconosciuto per il lavoro svolto a favore del mantenimento e per la promozione della cultura italiana ed in difesa dei diritti sociali e politici soprattutto di coloro che vivono fuori dei confini nazionali.
Considerato
- che nelle comunità italiane all’estero si sta vivendo un periodo di forte transizione generazionale tra vecchia emigrazione e nuova generazione accanto a nuove emigrazioni composte da giovani lavoratori, stagisti, ricercatori e tecnici,
-che l’associazionismo tradizionale deve ritrovare nuove forme per coinvolgere sempre più le nuove generazioni che, a loro volta, potranno individuare nuove forme di aggregazione di carattere associativo,
- che anche le strutture istituzionali di rappresentanza, quali i Com.It.Es, il CGIE in questa fase di transizione generazionale, devono riuscire a coinvolgere sempre di più la realtà dei giovani italiani all’estero,
- che in questa fase è indispensabile che tutti i soggetti attivi nel mondo degli italiani all’estero (associazionismo, Com.It.Es, CGIE, rete consolare e strutture di servizio quali i Patronati) agiscano interessandosi delle problematiche espresse dalle nuove generazioni, senza dimenticarsi di quelle degli emigrati più anziani, spesso più bisognosi di attenzione e di aiuto.
La UIM ritenendo di avere già operato in questo senso è pronta potenzialmente e strutturalmente ad affrontare le sfide imposte dalla nuova composizione delle comunità italiane nel mondo che, tuttavia, richiedono una maggiore attenzione anche da parte del governo italiano, venuta meno in questi ultimi anni. La UIM pertanto chiede:
- che in fase assestamento di bilancio 2010 il governo italiano ripristini a favore delle politiche rivolte agli italiani all’estero lo stesso finanziamento consolidato del 2009 al netto del finanziamento per le elezioni dei Com.It.Es e del CGIE;
- che entro il 31.12.2010, come previsto dalla legge, si svolgano le elezioni per il rinnovo del Com.It.Es con l’attuale normativa,
- che prima di eleggere il nuovo CGIE il Parlamento apporti le dovute modifiche all’attuale normativa per adeguarla alle novità introdotte dalla legge 429/2001 sul voto all’estero pur senza stravolgere l’impianto della legge in vigore ne tanto meno modificare la componente di nomina governativa,
- che una riforma radicale degli attuali organi di rappresentanza istituzionale del (Com.It.es e del CGIE avendo un’efficacia su le nuove generazioni deve essere voluta e modulata da loro stesse e non imposta,
- che in questa fase di transizione il passaggio dal consolato tradizionale a quello digitale, la cui funzionalità è tutta da verificare, avvenga senza una contemporanea ristrutturazione della rete consolare.
In Conclusione, il Congresso chiede alla presidenza nazionale della UIM di definire e diffondere presso le sedi nazionali ed estere gli strumenti e le strategie utili a contrastare le sopramenzionate politiche avverse al riconoscimento ed alla valorizzazione delle comunità italiane all’estero".

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