IV° Congresso UIM: il Segretario Generale Alberto Sera: recuperare i valori dell’identità italiana

24/02/2010
 
Recuperare i valori dell’identità italiana, avere una rappresentanza elettiva ed associativa per gli italiani nel mondo e procedere alla riforma degli organismi degli italiani all’estero solamente dopo la riforma del Parlamento. Sono queste alcune delle priorità evidenziate dal Segretario Generale UIM, Alberto Sera, nella sua relazione introduttiva al primo giorno di lavori del 4° Congresso dell’Unione Italiani nel Mondo, iniziato all’Hotel Aran Mantegna di Roma.
Nel suo intervento Alberto Sera, parlando dell’Unione Italiani nel Mondo, ha innanzitutto sottolineato la necessità di "mettere a punto il modo di stare insieme". "In una società fatta di vite costantemente "on-line", di social network, di decoder e carte di credito, è importante aggiornarci senza perderci di vista", ha detto Sera secondo cui il social network, pur essendo "motore di democrazia e di comunicazione", non è un "legame affettivo e leale tra chi condivide gli stessi interessi" e non può dunque sostituire il sistema associativo.
Anche il tema della rappresentanza, per Sera, non può essere abbinato al concetto di social network o di consolato digitale. "La rappresentanza ha bisogno di "guardarsi negli occhi", ha osservato il segretario generale UIM, "e anche per questo l’organo istituzionale di rappresentanza degli italiani all’estero, il Comites, deve essere un organismo di prossimità".
Quanto al discorso degli "accorpamenti dei Comites" Sera si è detto "nettamente contrario", aggiungendo che le elezioni dei Comites, a suo modo di vedere, "devono essere fatte alla scadenza naturale e non dopo la Riforma".
Secondo Sera, procedere alla riforma degli organismi degli italiani all’estero prima della riforma del Parlamento "significa non avere il quadro di riferimento dell’esplicitazione della rappresentanza. Per esempio" - ha chiarito - "la conferma dell’elezione dei parlamentari eletti all’estero e la definizione di un Senato delle Regioni, permetterebbe di inquadrare il Cgie in una veste in cui non prevale la rappresentanza elettiva ma la rappresentatività associativa, o viceversa. Chiudere i consolati significa chiudere pezzi di rappresentanza d’Italia".
L’attenzione di Sera si è poi spostata sul tema dell’identità italiana. "Il fatto di essere un’associazione "degli italiani" agli inizi del terzo millennio", ha commentato, "ci pone indubbiamente di fronte a sfide inedite che vanno sotto il nome di globalizzazione". La sfida sta allora oggi nella capacità di avere un sentimento comune che ci porti ad un atteggiamento attivo: una identità italiana salda e accogliente capace di mescolarsi senza la paura di distruggersi". È proprio l’identità, secondo Sera, il "punto di riferimento che può orientare l’agire della comunità italiana nel mondo". Per far questo "occorre lavorare su più campi e lavorare seriamente" in modo tale da "creare un palinsesto della qualità degli italiani".
"Gli italiani nel mondo, con la loro vita e la loro cultura", ha continuato Sera, "in questo momento in cui in Italia ci sentiamo smarriti, dicono alla patria Italia, agli italiani tutti, giovani ed anziani: "provaci sempre, non cedere mai, senza paura di fare, senza paura di sbagliare". È questo", ha concluso, l’appello che parte da questo Congresso: un appello alla speranza, alla determinazione e al coraggio".

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