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Covid 19: infezione contratta sul lavoro, equiparata a infortunio

Aprile 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTERVISTA | da Italinforma n. 4 - aprile 2020

 

 

  

 

 

COVID 19: INFEZIONE CONTRATTA SUL LAVORO, EQUIPARATA A INFORTUNIO

 

Intervista al Direttore generale Ital, Maria Candida Imburgia

 

 

 

 

Il nostro Paese non ha mai vissuto una fase emergenziale con caratteristiche così particolari. La pandemia ha stravolto certezze, abitudini, prassi. E ha influito anche sugli assetti sociali e persino sui diritti, comprimendone alcuni e creandone altri. L’impegno dei Patronati si è accresciuto perché, anche grazie all’azione sindacale, sono aumentate e si sono diversificate le tutele. Conseguentemente, gli operatori sono chiamati ad assistere i cittadini su nuovi fronti. Ne parliamo, come di consueto con il Direttore generale dell’Ital, Maria Candida Imburgia.

 

Direttore, in questa fase, il lavoro dell’ITAL è aumentato. Ci sono novità che riguardano, in particolare, le prestazioni dell’INAIL. Di cosa si tratta?


Intanto vorrei dire che è doveroso che, a fronte di nuovi bisogni, si intensifichi l’attività del Patronato. In questi mesi, si sono consumate tragedie che hanno coinvolto decine di migliaia di famiglie e si sono avute ripercussioni epocali sugli assetti economici e sociali. La pandemia da Covid 19 ha avuto gli stessi effetti di una guerra. In tali condizioni, chi svolge un’opera di Segretariato sociale deve essere sul campo per offrire l’esperienza, la competenza, la professionalità e la disponibilità a chi ne ha bisogno e chiede assistenza per fruire dei propri diritti. Ebbene, una delle novità importanti è stata quella del riconoscimento di infortuni sul lavoro ai casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro. In sostanza, l’INAIL ha equiparato la causa “virulenza” a quella “violenta”: in questi casi si parla di malattia-infortunio.

 

A quali lavoratori spetta questa tutela?


Questa tutela spetta a quei lavoratori che abbiano contratto l’infezione da Covid 19 in occasione di lavoro. Quindi, innanzitutto, agli operatori sanitari. Ad un elevato rischio di contagio, però, possono essere ricondotte tutte le attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico. L’INAIL, nella sua circolare, in via esemplificativa, ha anche indicato una serie di attività interessate dal provvedimento. L’elenco è abbastanza esteso e nel materiale informativo, che è stato predisposto dall’ITAL, lo abbiamo riproposto in modo che sia facilmente consultabile.

 

Sulla base di quali elementi avviene il riconoscimento di infortunio sul lavoro?


In tutti i casi indicati dall’INAIL, per il lavoratore che ha contratto l’infezione, sussiste la presunzione che il contagio sia avvenuto in occasione di lavoro. Per tutte le altre categorie per le quali non si presume l’origine professionale dell’avvenuto contagio, l’INAIL valuterà attraverso l’accertamento medico legale.

 

Qual è la procedura per la denuncia?


Il datore di lavoro ha l’obbligo di fare la denuncia e quindi la comunicazione di infortunio, così come accade per tutti gli altri casi di infortunio. Il medico certificatore deve predisporre e trasmettere telematicamente all’INAIL la certificazione medica che prende in carico, assicurando la relativa tutela dell’infortunato al pari di qualsiasi infortunio.

 

Qual è il tipo di assistenza che, in questi casi fornisce l’ITAL?


Intanto, un nostro compito preliminare è quello di informare i cittadini dei loro diritti: tutti devono sapere se a loro possa spettare quel tipo di tutela. Lo accennavo poc’anzi, in queste settimane, abbiamo predisposto delle locandine con indicazioni dettagliate rivolte, da un lato, a tutto il personale sanitario e, dall’altro, ai lavoratori di altre categorie che avessero contratto il virus in occasione di lavoro. L’obiettivo è quello di metterli al corrente circa la possibilità di richiedere il riconoscimento dell’infortunio e le conseguenti prestazioni dell’INAIL. Abbiamo provveduto a diffondere a tappeto, su tutto il territorio nazionale, questo materiale informativo, anche con il supporto logistico delle categorie della Uil interessate. Si tratta di una delle tante campagne di orientamento rivolte ai lavoratori, affinché siano aggiornati e possano fruire dei loro diritti, in particolare in questa fase emergenziale così complessa e delicata.

 

E poi c’è il ruolo di assistenza vero e proprio…


Esatto. Un lavoratore che fosse stato colpito da COVID 19 può rivolgersi all’ITAL per verificate se è stata effettuata la corretta denuncia di malattia-infortunio dal proprio datore di lavoro. Inoltre, potrà essere assistito nella presentazione dell’eventuale domanda per prestazioni di inabilità temporanea o assoluta, per danno biologico e per ottenere, dunque, la rendita INAIL. Gli operatori dell’ITAL, anche con il consueto supporto dei consulenti medici e legali, sono sempre pronti a offrire, con professionalità e disponibilità, la loro competente assistenza che, ancor più in questi casi, sarà accompagnata dalla giusta e immancabile dose di attenzione e umanità.