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Intervista |"La tutela della salute e sicurezza č il cuore del nostro lavoro"

Aprile 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

INTERVISTA | da Italinforma n. 4 Aprile 2018

 

 

 

 

"LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA È IL CUORE DEL NOSTRO LAVORO"

 

Intervista al Direttore generale Ital, Maria Candida Imburgia

 

 

La ricerca realizzata in collaborazione tra Ital e Uil Polizia penitenziaria è la più chiara dimostrazione di quanto possa essere diversificata e ampia l’azione di tutela messa in campo dal nostro Patronato. Direttore, vogliamo vedere, nel dettaglio, come è nata e in cosa consiste questa ricerca?

 

Si tratta di una manifestazione concreta di sinergia tra il Patronato e una categoria della Uil, funzionale alle esigenze della collettività. Nel giugno del 2016, la Uil Polizia penitenziaria ci aveva manifestato l’intento di realizzare un’indagine scientifica sul tema del disagio dei lavoratori di quel settore. Noi abbiamo valutato la proposta con grande interesse e abbiamo messo a disposizione della categoria sia i nostri esperti dell’Area salute e sicurezza sia i medici del Comitato tecnico scientifico, nato anch’esso nel 2016 su iniziativa della Uil e dell’Ital. Insomma, si è realizzata una collaborazione molto importante, basata sulle competenze e sulle esperienze professionali, che ha dato i suoi frutti, messi a disposizione dei lavoratori coinvolti e interessati dagli esiti dello studio.

 

Come si è svolta la ricerca?

 

I nostri medici hanno proposto di ascoltare direttamente i lavoratori. È stato elaborato, dunque, un questionario con precisi criteri tecnico-scientifici. L’Ital, poi, ha messo a disposizione una piattaforma digitale alla quale i lavoratori hanno potuto accedere, liberamente e con la totale garanzia della privacy, per compilare il questionario. I risultati sono stati analizzati dai medici che hanno evidenziato una serie di aspetti a cui è necessario porre molta attenzione, proprio per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori che operano nei penitenziari.

 

Quali sono i fattori più importanti emersi dalla ricerca?

 

Un dato che mi ha colpito è che circa l’80% dei lavoratori ha lamentato un carico eccessivo di lavoro, dovuto a un frequente ricorso alle ore di straordinario, a causa sia della carenza di organico sia della mancanza di turn over. L’altro aspetto che mi ha molto impressionato è che addirittura il 90% dei lavoratori ha lamentato una carenza di formazione. Molti di loro si sentono inadeguati nell’affrontare situazioni che richiederebbero una specifica competenza come, ad esempio, quando occorre rapportarsi a detenuti di origine straniera o con problemi psichici.
Peraltro, la gravosità del lavoro, da un lato, e la necessità di formazione, dall’altro, sono due questioni che richiamano l’attenzione dell’Ital, da sempre, molto impegnata su questi fronti per assicurare assistenza e tutela nell’esercizio dei conseguenti diritti.

 

Qual è il valore aggiunto di questa ricerca?

 

Probabilmente, indagini analoghe sono state già realizzate da singoli penitenziari o da altri Istituti o Enti. Io vorrei sottolineare che la nostra ricerca è stata complessiva e, direi, trasversale, perché ha coinvolto aree territoriali diversificate sul territorio nazionale, grazie alla nostra struttura di Sindacato a rete. Il ruolo, poi, del nostro Comitato tecnico- scientifico è stato fondamentale e ha assicurato una competenza e una professionalità di altissimo livello in un’ottica di interesse di pubblica utilità che è un altro dei tratti essenziali che contraddistingue l’operato dell’Ital.

 

Un’ultima domanda. Questa ricerca si colloca nell’alveo della tematica della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo stesso accade per un altro importantissimo studio, realizzato in sinergia con la Uila pesca, sui lavoratori del settore pesca, di cui parleremo prossimamente. In linea generale, anche alla luce dell’ultimo Primo Maggio dedicato proprio a questi argomenti, qual è l’impegno dell’Ital per la salute e la sicurezza dei lavoratori?

 

Sin dalle origini l’azione di tutela previdenziale in favore dei lavoratori colpiti da un infortunio o da una malattia professionale è stata uno dei dei capisaldi dell’attività del nostro Patronato.Negli ultimi anni, abbiamo inteso rafforzare l’attività di ricerca in materia di prevenzione e di valutazione scientifica dei danni alla salute derivanti dal lavoro. Ecco perché, come già detto poc’anzi, insieme alla Confederazione, abbiamo costituito il Comitato tecnico Scientifico, a cui collaborano medici del lavoro, medici legali, giuristi ed esperti in materia di salute e sicurezza delle categorie UIL. 
Le due ricerche da te citate sono frutto di questo rinnovato impegno, ma sono solo due delle iniziative che abbiamo messo in campo in questi mesi. Vorrei menzionare, solo a titolo esemplificativo, l’Osservatorio nazionale condotto insieme all’INAIL sui mancati riconoscimenti delle malattie professionali, oppure il nuovo modello di formazione obbligatoria degli RLS che abbiamo presentato poco tempo fa. Tutto ciò è stato realizzato sempre cercando di coniugare l’attività di ricerca sulla prevenzione con l’esigibilità dei diritti e, in primis, con la tutela dei danni alla propria salute.
Ecco, mutuando lo slogan di questo Primo maggio, possiamo dire che la tutela della sicurezza è il cuore del nostro lavoro. Questo argomento lo sviluppiamo in modo quotidiano, non solo a livello di Sede centrale, ma in tutti le sedi di Patronato, grazie all’impegno degli operatori Ital e di centinaia di consulenti medici e legali che collaborano con noi.