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Intervista |L'Ital cresce e si diffonde sul territorio nazionale e all'estero

Marzo 2018

 

 

 

 

INTERVISTA | da Italinforma n. 2/3 Febbraio/Marzo 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ITAL CRESCE E SI DIFFONDE SUL TERRITORIO NAZIONALE E ALL'ESTERO


Intervista al Direttore generale Ital, Maria Candida Imburgia

 

 

È stato predisposto il Bilancio dell’Ital relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2017.
Al di là degli aspetti contabili, abbiamo chiesto al Direttore, Maria Candida Imburgia, alcune valutazioni sia sulle attività svolte sia sulle prospettive che, peraltro, hanno trovato spazio anche nella relazione al Bilancio.

 

Direttore, per il nostro Paese sono stati previsti e realizzati progetti di espansione dell’attività: possiamo ricordarli sinteticamente?

 

Sì, ci sono state delle variazioni positive: abbiamo chiuso 10 uffici zonali, ma ne abbiamo aperti 17. Anche in Italia, come all’estero, sono aumentati gli operatori e, inoltre, sono stati attivati progetti di sviluppo, contribuendo, così, a garantire la capillarità della nostra presenza sul territorio nazionale. La soddisfazione dei cittadini per i nostri servizi è la prova più importante dell’efficacia del lavoro svolto da tutti i nostri operatori.

 

È stato dato risalto anche all’attività delle sedi Ital all’estero. Che tipo di assistenza richiedono i nostri connazionali quando sono fuori dai nostri confini?

 

L’attività delle sedi Ital all’estero fa emergere una richiesta di assistenza sempre più articolata da parte dei nostri connazionali, la cui platea, ormai, è sempre più variegata ed è costituita da appartenenti alla cosiddetta “vecchia emigrazione”, da tanti giovani in cerca di lavoro e di esperienze formative, da pensionati e, infine, da disoccupati alla ricerca di nuove opportunità lavorative. Un mondo eterogeneo che richiede consulenze sempre più complesse e interdisciplinari. In conseguenze di tutto ciò, per il nostro Patronato si è andato consolidando il ruolo di protagonista nel segretariato sociale, con un incremento esponenziale delle pratiche elaborate: un fatto che merita di essere evidenziato con grande rilievo e che consente all’Ital di essere il primo Patronato italiano all’estero.


Tanti i progetti di sviluppo, tanti quelli in cantiere…

 

Certo. L’ampliamento della nostra “offerta”, se così vogliamo chiamarla, è la conseguenza naturale dell’accresciuta richiesta di assistenza, ma anche del gradimento del nostro servizio. Sono aumentate, infatti, le presenze territoriali in Germania, a Monaco di Baviera, in Francia e in Polonia dove, peraltro, è stata aperta una sede a Wlodava strategicamente al confine con la Bielorussia, dove molti pensionati italiani hanno stabilito la loro residenza. Inoltre, apriremo una sede a Gent, in Belgio, per avere una presenza anche nella zona fiamminga di questo Stato, e in Macedonia. Infine, stiamo valutando la possibilità di una presenza anche in Israele, a Gerusalemme, e in Bulgaria e Cile.


Non abbiamo qui lo spazio per ripercorrere tutti gli impegni evidenziati nella relazione di bilancio, ma un riferimento alla formazione è d’obbligo. Anche in quel documento sono stati richiamati i principi ispiratori del programma nazionale della formazione lanciato dall’Ital. Vuoi ricordarne, in sintesi, gli aspetti essenziali?

 

Lo abbiamo già detto più volte anche su queste pagine, ma è bene ricordarlo: i principi chiave del nostro programma sono l’innovazione e la programmazione. Il piano è stato formulato con l’obiettivo dichiarato di offrire servizi sempre più qualificati ai cittadini a tutela dei loro diritti. D’intesa con i coordinatori regionali, sono state definite le priorità formative per mettere gli operatori nella condizione di rispondere con sempre più efficacia alle richieste dei cittadini, con un focus specifico sulle novità previdenziali contenute nella legge di bilancio. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo reso omogenea la formazione a livello nazionale, sono state accorciate le distanze tra la sede centrale e il territorio, abbiamo fornito adeguato supporto agli uffici e, infine, è stata prestata la massima attenzione alla qualità del lavoro. Inoltre, poiché riteniamo funzionale alla nostra attività coltivare un rapporto di partnership con gli Enti, nel programma formativo 2018 abbiamo previsto il supporto professionale di esperti dell’Inps e dell’Inail.


In conclusione, quali sono le prospettive per l’anno in corso?

 

Nel 2018 è nostra intenzione sviluppare al meglio quanto di proficuo è stato fatto nel precedente anno per puntare a un miglioramento progressivo e costante degli standard della nostra attività. Facciamo parte di un Sindacato a rete: punteremo, dunque, su sinergie e collaborazione. Per noi il territorio è strategico. Ecco perché renderemo strutturale l’appuntamento trimestrale con i coordinatori regionali. Sarà un momento fondamentale per riflettere sulle esigenze emerse dal territorio e per approntare le necessarie soluzioni, sempre al servizio del cittadino e per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, dei giovani, degli immigrati e dei nostri connazionali all’estero.