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Pubblicata la legge che tutela gli orfani per crimini domestici e femminicidio

08/02/2018

 

 

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 1° febbraio la legge n. 4/2018 recante modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici e per reati di femminicidio. La legge entra in vigore il 16/2/2018.


Finalmente, grazie anche all’impegno dei centri di ascolto delle Organizzazioni Sindacali, si è arrivati alla legge che tutela "i figli minori o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza".

Le nuove tutele prevedono, tra l’altro, il gratuito patrocinio senza i limiti di reddito previsti; il sequestro conservativo dei beni di colui per il quale il PM procede per il delitto di omicidio, a garanzia del risarcimento dei danni civili subiti dai figli della vittima; la sospensione dal diritto alla pensione di reversibilità per il coniuge o parte dell’unione civile per il quale è stato richiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario fino a sentenza definitiva. Durante questo periodo la pensione sarà percepita dai figli della vittima, senza obbligo di restituzione.

 

I figli della vittima di crimini domestici possono cambiare cognome quando coincida con quello del genitore condannato in via definitiva.


Ulteriori interventi consistono in misure di sostegno allo studio e all'avviamento al lavoro, nei limiti delle risorse previste, e nell’assistenza gratuita di tipo medico-psicologico a cura del SSN fino al recupero dell’equilibrio psicologico.


A decorrere dal 2017 la dotazione del Fondo per le vittime di mafia, usura, estorsione e reati intenzionali violenti nonché per gli orfani di crimini domestici è incrementata di 2 milioni di euro all’anno per borse di studio e reinserimento lavorativo in favore di questi orfani.